FUORI L'ITALIA DALLA NATO, FUORI LA NATO DALL'ITALIA!

 

Dunque: gli Stati Uniti d’America – e non l’America, che è un continente formato da altri trentaquattro Stati, come viene generalmente chiamato dai servetti occidentali, e non solo da loro – il Paese la cui capitale è Washington District of Columbia, ha deciso di spostare la propria ambasciata nell’entità sionista dalla capitale Tel Aviv a Gerusalemme ovest.

Che si tratti di una provocazione non ci sono dubbi: tutto l’entourage del comandante in capo dell’esercito più terrorista esistente al mondo va dicendo che la loro principale sede diplomatica la mettono dove vogliono, e per loro evidentemente Gerusalemme ha lo status di più importante città dell’entità sionista.

Non ci sarebbe nulla da eccepire, se non fosse che la particolare situazione del luogo in questione – per metà in mano agli invasori venuti qui dopo la seconda guerra mondiale e metà capitale della Palestina, dove è conosciuta come Al-Quds – ne fa un punto nevralgico della questione dello Stato palestinese.

Per cercare di frenare l’ennesimo atto di protervia di “capelli gialli”, che pretende di fare sempre e comunque come meglio crede, l’assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite dà luogo alla votazione di una risoluzione consultiva – ossia non vincolante – di censura per l’atto provocatorio.

Il risultato della votazione è schiacciante; 128 Paesi si schierano contro la follia filo-sionista del presidente yanqui, otto invece ne seguono il diktat (trentacinque gli astenuti): oltre all’entità sionista, vere e proprie corazzate dell’imperialismo mondiale quali Guatemala, Honduras, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Palau, e Togo.

L’ambasciatrice yanqui al palazzo di vetro, tale Nikki Haley, minaccia sfracelli: «ce ne ricorderemo. Se i nostri investimenti falliscono, non portano risultati allora abbiamo l’obbligo di destinare le nostre risorse ad altri obiettivi più produttivi», ricordando di essere i principali contribuenti al funzionamento delle Nazioni Unite.

E' giunto il momento che, chi ha votato contro questa vera e propria porcheria geopolitica, prenda il coraggio a due mani e decida di abbandonare le organizzazioni a guida yanqui sotto le quali si trova a sopravvivere: in particolare gli Stati europei occidentali dovrebbero ritirarsi dall’Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord.

Così facendo dimostrerebbero di avere ancora quello sprazzo di dignità che permetta loro di reagire alle assurde pretese dell’amministrazione nordamericana: lasciare Lamerica senza le basi dell’Europa occidentale, pretendendo l’immediato abbandonoo delle stesse e la contestuale riconsegna dei territori soggetti ad assurde servitù militari verso uno Stato straniero, la metterebbero in condizioni di capire che non può pretendere di imporre sempre e comunque il proprio volere.

 

Bosio (Al), 24 dicembre 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com